Giunti Viking Johnson per il nuovo impianto di trattamento delle acque reflue di Sulabiya
Giunti Viking Johnson per il nuovo impianto di trattamento delle acque reflue di Sulabiya
Sono stati scelti prodotti Viking Johnson per giunti di tubazioni per un valore di quasi 250.000 sterline per il nuovo impianto di trattamento delle acque reflue di Sulaibiya in Kuwait, il più grande progetto infrastrutturale BOT (Build-Operate-Transfer) del Medio Oriente.
Circa 200 giunti per tubi DN1400 vengono utilizzati sulle condotte in ghisa sferoidale lunghe 24 km che trasportano le acque reflue tra l’impianto e Kuwait City. I giunti Viking Johnson per grandi diametri sono stati scelti al posto di sistemi alternativi perché sono più leggeri e più facili da maneggiare e sono in grado di compensare gli angoli tra i tubi quando questi vengono posati su terreno roccioso.
L'ordine, effettuato dall'appaltatore M A Kharafi & Sons presso il distributore Viking Johnson Kuwait Maritime & Mercantile Corporation, comprende anche giunti di smontaggio per semplificare l'installazione delle valvole lungo il percorso.
L’affidabilità a lungo termine di entrambi i prodotti VJ è stata un altro fattore chiave per la società concessionaria BOT UDC (una partnership tra il Gruppo Kharafi e Ionics, azienda statunitense specializzata in osmosi inversa), poiché è prevista una gestione dell’impianto per 30 anni prima del trasferimento al governo del Kuwait.
Il completamento è previsto per dicembre 2004; l’impianto di osmosi inversa da 600.000 m³ tratterà circa il 60% delle acque reflue del Kuwait, producendo un effluente finale idoneo all’irrigazione, all’uso industriale e a scopi domestici non potabili, ponendo fine all’inquinamento marino causato dallo scarico delle acque reflue trattate nel Golfo. I fanghi di depurazione derivanti dal processo saranno utilizzati come fertilizzante.
L’impianto di trattamento delle acque reflue di Sulaibiya vanta diversi primati e record. Ad esempio, è il primo progetto per il quale lo Stato del Kuwait ha invitato investimenti dall’estero e si prevede che funga da catalizzatore per un ulteriore coinvolgimento del settore privato in grandi progetti pubblici
Si tratta inoltre dell’impianto più grande al mondo che utilizza la osmosi inversa (RO) per il recupero delle acque reflue trattate, rispondendo alla crescente necessità di acqua e riducendo al contempo la dipendenza dalla costosa desalinizzazione.